Sperindio Cagnola


Un itinerario di tre giorni e circa 200 km tra le prime asprezze montane, acque termali, le dolcezze dei laghi prealpini e appartati boschi di faggio, sulle tracce di Sperindio Cagnola, pittore attivo nei primi tre decenni del ‘500 in Ossola, Vergante e Novarese, sfuggente esponente di talento di una affermata famiglia d’arte.

Sperindio è il più giovane di tre fratelli, con Giovanni, il maggiore e Francesco. Il padre, Tommaso, muore nel 1509 lasciando a Giovanni bottega e ampie committenze, in tutto il novarese, vergante e ossola. Lavorano spesso, forse sempre, insieme, ed è difficile attribuire le opere; mentre il padre Tommaso lascia spesso la firma nei lavori di famiglia, probabilmente per confermare la riconoscibilità della bottega, di Giovanni non abbiamo nulla e pochissimo di Francesco (Madonna col Bambino al Santuario del Viganale, Montecrestese; San Martino, affresco esterno, chiesa di San Martino, Bolzano Novarese).

Alla bottega paterna Sperindio probabilmente non collabora, o collabora solo a Baceno prima della morte del padre. Comunque assiste, partecipa, conosce: modi, ambienti, committenze. La sua mano è più dolce e autonoma, e in quella mano tiene tutte le novità dell’arte di Gaudenzio Ferrari, del quale Sperindio è, nei primi due decenni del ‘500, principale collaboratore con Fermo Stella, per arrivare poi ad una sua più indipendente altezza. Sono di questi anni il Polittico della Chiesa di Sant’Anna a Vercelli (1509), il Polittico di Arona (1511), il tramezzo in Santa Maria delle Grazie a Varallo (1513) e l’Ultima Cena al Duomo di Novara (1516).

L’opera di Sperindio è altezza, evidenza e mistero. Altezza, quella del pittore che collabora, nel primo Cinquecento, con grazia, sensibilità, originalità teologica e dottrinale, alle opere di Gaudenzio Ferrari; evidenza perchè se i suoi interventi sono, ad un primo sguardo, non distinguibili da quelli del maestro, a conferma della perizia dell’allievo, ad una visione più attenta all’insieme dell’opera di Sperindio i suoi volti, a volte dalla critica spregiativamente definiti “imbambolati” sono invece sempre riconoscibili e distintivi. Il mistero: cosa nasconde il suo nome? Forse bambino venuto al mondo per buona sorte, del tutto inatteso, o sopravvissuto miracolosamente a un parto in tarda età della madre… non sappiamo, ma possiamo immaginare un piccolo prodigio cresciuto tra le cure e gli affetti della numerosa famiglia. Dolcezza che trasferisce nei suoi volti, buoni, degli affetti semplici, distesi, consapevoli, gli sguardi della dolce premurosità e partecipazione familiare alla vita quotidiana, volti che celano l’intensa spiritualità del quotidiano e così distanti dalla matericità complessa, chiaroscurale, umbratile di Gaudenzio. Il mistero degli occhi scuri e degli sguardi il cui nero profondo, abissale, sembra voler trafiggere l’osservatore, e aprire una porta verso la complessità del non detto delle sue opere. Mistero, quello di un maestro che dipinge sicuri capolavori, quelli delle collaborazioni con Gaudenzio e delle sue opere su tavola, e incerti enigmi attributivi, quelli dei cicli affrescati. A Crevoladossola forse il paradigma più semplce di quanto fosse in grado di fare Sperindio, anche come frescante, a Massino Visconti, Paruzzaro, Vicolungo le sciarade compositive più complesse dove troviamo evidenti intersezioni tra i lavori e le esperienze di Sperindio (Massino con Arona, Paruzzaro con Massino e Novara, Vicolungo con Gaudenzio), e altrettanto evidenti cadute compositive. Altezze, come quelle dall’affascinante affresco della Giustizia Divina di Paruzzaro, così unico, originale e popolare, con l’incredibile invenzione pittorica del Padre che un mano accende il fuoco originario dell’inferno e l’altra che tiene la spada tagliente della sorte definitiva.

I luoghi del percorso
  1. Baceno. San Gaudenzio. Pilastro navata di destra: Madonna con Bambino. La basilica è aperta tutti i giorni 9-18.
    A Crodo: oratorio di San Giovanni Cristo Pantocratore, San Giacomo, Santo Stefano, San Giovanni Battista, Sant’Antonio Abate e San Sebastiano, datati in cartiglio 1515, probabilmente di Francesco Cagnola. Nella casa parrocchiale di crodo, due Madonne con Bambino, sec, XVI e sec. XV.
  2. Crevoladossola (1518-1525) Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Complesso ciclo pittorico: Ultima cena, Sibille, sui pilastri San Gervasio e San Protasio, San Rocco e San Sebastiano. San Vitale, San Sigismondo, San Lorenzo, Santo Stefano, Cristo fra angeli, figure dall’Antico Testamento. Solitamente visitabile la domenica, dopo le 10.30, dopo la funzione religiosa.
    Oira: parrocchiale di San Mattia, pale d’organo (1515-1530) provenienti da San Giulio a Baceno, pittore lombardo.
  3. Masera. Chiesa di San Martino. Trittico, Madonna con il Figlio tra i santi Giovanni Battista e Martino, a sinistra: San Sebastiano e Sant’Antonio abate, a destra: San Giulio e San Rocco. Per le modalità di accesso: Comune di Masera.
    Nei dintorni: oratorio di Sant’Abbondio; in località Ranco: oratorio di San Rocco (affreschi del 1402) e torrione risalente alla fine del XV secolo; in località Piazza: oratorio di Santa Maria e Santa Elisabetta (prima metà del ‘400); in località Ariola: oratorio di Sant’Antonio, sec XVI. (affreschi di Giuseppe Mattia Borgnis); in località Rivoria: oratorio di San Giulio, sec XV, all’esterno dipinto dello stesso autore, in stupenda posizione panoramica; oratorio di San Giovanni Battista in Bosco con affreschi; in località Cresta: oratorio di San Bernardo; all’Alpe Pescia la cappella della Madonna della Neve, tra abetaie.
  4. Cavandone (Verbania), 1519. Chiesa della Natività di Maria Vergine nella frazione di Cavandone. Polittico, Madonna con Bambino, tra i santi Giovanni Battista a sinistra e Vittore a destra. Veste, scarpina e tappeto holbeiniano sono ripresi dal polittico di Cerano, precedente di circa un decennio (fig. 4.1)
    Per le modalità di accesso: Comune di Verbania. Funzione religiosa ogni prima domenica del mese ore 17 (?).
    A Cannobio, Santuario della Santissima Pietà, pala d’altare capolavoro di Gaudenzio Ferrari, Andata al Calvario, del 1536. Orari 7.30–12 e 14-19.
  5. Isola Bella. San Rocco, Palazzo Borromeo. Tavola, Sperindio Cagnola (attr.)
  6. Massino Visconti. Chiesa della Madonna di Loreto. Affreschi deteriorati, tra i quali spiccano i lacerti di una Deposizione di Sperindio Cagnola. Emergono le figure della Maddalena con Giuseppe di Arimatea, della Vergine Maria con Maria di Cleofa e Nicodemo. Maria e l’altra Maria (Matteo), struggente rappresentazione delle due “sorelle” (Giovanni), di un dolore insieme intimo, familiare e totale, braccia che si cercano, mani che sorreggono, un mantello empito che non può contenere un dolore incontenibile, e una luce aurea sul velo di Maria che assegna un’altra evoluzione al dolore di quella Madre. Solitamente visitabile.
  7. Orta San Giulio. Basilica di San Giulio. Visite: 9.30-17
  8. Arona. Collegiata di Santa Maria Nascente, Madonna con Bambino tra San Rocco, San Sebastiano e San Cristoforo, tavola attribuita a Sperindio Cagnola; la chiesa conserva anche il polittico di Gaudenzio Ferrari, degli anni della fattiva collaborazione con Sperindio.
    Monastero della Visitazione. Tavola, Madonna di Loreto con Santa Marta e San Rocco, 1518-1526.
    Chiesa di Santa Marta (o di Santa Maria di Loreto): conserva una copia secentesca della tavola di Sperindio Cagnoli al Monastero della Visitazione; Madonna con Bambino, nei modi della Madonna della buonanotte a Chiaravalle. Aperta sbato e domenica.
    Chiesa dei Santi Martiri (o di San Graziano): Madonna in trono e i Santi (1488 circa), pala del Bergognone. Aperta in occasione di eventi.
  9. Paruzzaro. Chiesa di San Marcello. Sabato e domenica 9-18.
    Madonna del latte, tra i santi Rocco a destra e San Grato a sinistra, affresco di ambito della bottega di famiglia, firmato da Giovanni Antonio Merli, cognato di Tommaso Cagnola, datato 1488.
    Deviazione alla chiesa di San Martino di Engravo, chiesa cimiteriale a Bolzano Novarese. Gioiello del XI secolo, da visitare per i notevoli affreschi firmati da Tommaso e Francesco Cagnola, certamente noti a Sperindio.
    Invorio. Oratorio di Santa Marta: vita di Maria, Vergine con Bambino, bottega dei Cagnola nella cappella del nome di Maria. Affreschi seicenteschi di ambito del Morazzone.
    Informazioni presso la parrocchia.
  10. Fontaneto d’Agogna.
    Parrocchiale della Maria Vergine Assunta. Pala dell’Assunta. Messa domenica 8.30 e 11.15
    Chiesa dell’Annunciata, affresco (staccato) con l’Annunciazione attribuito a Sperindio Cagnola (1516), solitamente visitabile. Conservano inoltre opere di Tanzio da Varallo e del Legnanino.
  11. Momo. (datato 1512) Oratorio della Santissima Trinità. Oratorio interamente affrescato dai Cagnola; trantasette riquadri a descrivere le storie della fede, notevole per integrità e struttura narrativa. Apertura da aprile a settembre: domenica 15-18
  12. Vicolungo. Chiesa di Santa Maria delle Grazie
  13. Novara. Duomo, Museo Civico
  14. Cerano. (1510) Parrocchiale della Natività della Vergine. Polittico, Madonna con Bambino e Crocifissione.

Verificare gli orari presso i siti istituzionali.


Bibliografia

  • Colombo G., Vita ed opere di Gaudenzio Ferrari pittore con documenti inediti, Torino 1881, pp. 300-303.
  • Fermo Stella e Sperindio Cagnoli, seguaci di Gaudenzio Ferrari. Una bottega d’arte nel Cinquecento padano. A cura di Giovanni Romano. catalogo della mostra, Bergamo, Museo Adriano Bernareggi 29 settembre – 17 dicembre 2006. Silvana Editoriale.
  • I Cagnola: una famiglia di pittori novaresi fra ‘400 e ‘500. a cura di Rocco Fornara. Atti del Convegno di studi. Gozzano 19 maggio 2007. Biblioteca pubblica Antonio Mazzetti, 2008.
  • Per la storia della pittura in Ossola nella prima metà del Cinquecento: influenze novaresi e apporti d’oltralpe. Simone Riccardi. Oscellana, anno XLV, n. 4, 2015.
  • Martinella S. Fatti d’arte del Cinquecento e del primo Seicento negli atti notarili rogati sulla sponda occidentale del Verbano. Tesi di dottorato di ricerca, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Beni culturali e ambientali. A.A. 2017-2018
  • La famiglia Cagnola: sulle tracce di una bottega di pittori del novarese. Giornata di studi, 4 maggio 2024, Villa Giulia, Verbania. Catalogo della mostra, a cura di Agostino Roncallo e Luca di Palma, in Nuove ricerche di storia dell’arte novarese, 4, Booksystem Novara, ottobre 2025.
  • Wikipedia, voce su Sperindio Cagnola