Un sillabatore per la metrica italiana
Uno strumento per l’analisi metrica e fonetica della poesia italiana
Esiste un modo per rappresentare visivamente la musica di un verso? Non la metrica intesa in senso tecnico ma qualcosa di più immediato: la sua trama fonetica, magari la fisicità dei suoni fino a quello che si sente quando si legge ad alta voce?
Da qui il tentativo di uno strumento per l’analisi metrica e fonetica della poesia italiana. Il percorso ha richiesto prima la costruzione di un sillabatore affidabile — senza segmentazione sillabica corretta non si contano le sillabe metriche, non si riconoscono sinalefe e dieresi, non si identifica il metro. Magari realizzarlo senza doversi appoggiare a un dizionario esterno, vincolo che avrebbe potuto limitare l’analisi, ove applicata a versi della tradizione o con parole meno consuete.
Poi un convertitore grafema-IPA, per passare dalla grafia alla sequenza reale dei suoni. E una scala di pesi articolatori, per assegnare a ogni fonema un valore numerico che ne rappresenti il suo «peso» o «leggerezza articolatoria». Come rappresentazione visiva abbiamo una forma d’onda del verso, un grafico a barre profilato sull’andamento formale del verso. Una visualizzazione che restituisce con immediatezza la distribuzione fonetica delle sillabe.
Per validare lo strumento la scelta naturale è andata sulla Divina Commedia: 14.000 versi e più, una varietà di registri e toni straordinaria, secoli di lettura e letteratura critica. Ed è arrivata qualche sorpresa.
Uno degli indici calcolati — il numero di alternanze tra vocali e consonanti nella sequenza IPA, chiamato Alt — si è rivelato un indicatore sorprendentemente preciso della “temperatura poetica” del verso. I versi con Alt pari a 21 includono «E quindi uscimmo a riveder le stelle»; quelli con Alt pari a 19 includono ad esempio «la bocca mi basciò tutto tremante», le citazioni latine e gli onomatopeici hanno Alt inferiore o uguale a 15.
Il risultato più inatteso riguarda i versi emozionali: attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, nonostante lo spostamento semantico radicale dalla disperazione all’estasi, la firma fonetica di questa classe rimane quasi identica: Dante costruisce una modulazione musicale analoga per emozioni opposte.
© Alberto Bellani 23 marzo 2026
